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La mente ricorda le strade e gli alberi addobbati e illuminati con particolare cura, prestando attenzione anche ai colori ed alle tonalità più glamour e più in voga.

Vetrine colorate, sapientemente allestite da mani esperte che attirano i clienti impegnati nella ricerca del regalo perfetto da posizionare, rigorosamente, sotto l’albero di Natale casalingo.

Balconi, tetti, giardini illuminati che di notte fan più luce delle stelle e causano anche un innalzamento dell’inquinamento luminoso.

Natale è questo e molto altro.

Dopo i due anni di restrizioni, causa pandemia, la situazione generale sembrava essere tornata alla normalità.

Purtroppo, però, così non è stato.

“Emergenza energia/indispensabile far economia” è il riassunto di questo 2022 che volge al termine.

Come dimenticare, poi, i due maggiori quesiti “Cosa fare per risparmiare? Cosa fare per spendere meno?” a cui singoli cittadini e amministrazioni comunali cercano una soluzione.

Il caro energia, le bollette in continuo aumento, la volontà di non rinunciare al Natale, agli addobbi e alle tradizioni di una festa amata tanto dai bambini quanto dagli adulti, sono i punti che danno vita ad una serie di iniziative e di decisioni che se da un lato uniscono, dall’altro separano e creano terreno fertile per i dissensi e le critiche.

Il periodo natalizio, però, non è solo energia elettrica e consumi riportati in bolletta; è condivisione, è allegria, è sorriso, è gioia, è sorpresa, è stupore.

Non è un caso se si definisce “magia del Natale” lo stato d’animo e il modo d’agire animato dall’attenzione, dall’amore, dalla gentilezza, dal rispetto per l’altro ed anche per l’ambiente.

Se in passato qualcuno avesse richiesto di trascorrere un “Natale sobrio” in molti avrebbero gridato all’ossimoro, oggi invece è una necessità da cui non si può fuggire.

Natale 2022 al buio?

“Se invece si guidasse la vita con giusto criterio, la grande ricchezza dell’uomo sarebbe vivere sobriamente e con animo quieto; infatti, non v’è mai scarsezza del poco.” Lucrezio

Da nord a sud, non solo le famiglie ma anche i Comuni hanno adottato soluzioni e operato scelte per adeguare lo spirito natalizio alle esigenze del budget.

Nell’articolo abbiamo parlato della decisione del Comune di Milano di spegnere l’illuminazione pubblica per risolvere la spinosa questione del caro energia che, tra critiche, dubbi, titubanze e incertezze, è stata accolta e seguita anche da altri Comuni lombardi e non solo.

Il Comune di Torino ha deliberato in merito all’abbassamento della temperatura negli uffici pubblici, ma ha previsto anche lo spegnimento dei monumenti cittadini, dei ponti sul Po e delle luci che illuminano gli spazi antecedenti alcune chiese. Inoltre, sarà oggetto di riduzione anche l’illuminazione della Mole Antonelliana, simbolo indiscusso della città.

A Venezia le luminarie non mancheranno, come da tradizione, ma l’amministrazione ha deciso di spegnerle durante la notte e soprattutto in anticipo rispetto al passato; infatti, lo spegnimento definitivo avverrà dopo l’Epifania e non più a febbraio.

A Napoli si è scelto di seguire la linea della sobrietà e dell’oculatezza. Si è scelto di non rinunciare alle luminarie ma di cambiare la gestione, ossia di accenderle per periodi più brevi al fine di non tenere al buio l’intera città.

Per quanto riguarda le Luci d’artista a Salerno si è espresso l’esponente di Confesercenti, Vincenzo Schiavo, affermando che “Sono uno spreco. Tutti stiamo limitando i consumi e dovrebbero farlo anche i Comuni: le vacche grasse non ci sono per nessuno e tutti devono prendersi le proprie responsabilità. Gli altri capoluoghi campani stanno lavorando in questo senso: tutti cercano di illuminare in maniera limitata e mi sembra la scelta più giusta.”

Il Comune di Firenze ha pensato ad una soluzione green ed ecosostenibile per non rinunciare all’illuminazione natalizia, ossia ottenere un risparmio in bolletta utilizzando un’illuminazione

auto-alimentata da pannelli solari o dalle pedalate dei cittadini che si muovono in bicicletta.

Anche la città di Fiesole ha scelto un Natale all’insegna dell’oculatezza. “Una scelta sofferta (non investire nella tradizionale illuminazione) e adottata – ha spiegato la sindaca Anna Ravoni – per dare un messaggio di vicinanza a famiglie e aziende, viste le difficoltà legate agli aumenti delle bollette.”

Anche i Comuni di Cremona, Crema e Vicenza hanno scelto di ritardare l’accensione e anticipare lo spegnimento dell’illuminazione natalizia.

Cortina, per risparmiare energia e per ridurre le spese, ha deciso di rinunciare ai giochi di luce tradizionali sul campanile e non ci sarà neanche il tricolore sullo Stadio del ghiaccio; per quanto riguarda le luci natalizie, ci saranno ma saranno più semplici e pertanto meno care.

Sono comunque diverse le decine di enti locali che, per un motivo o per l’altro, hanno compiuto tagli all’accensione di illuminazione pubblica e luminarie natalizie.

Spegnere il Natale è l’unica soluzione possibile?

Se da un lato ci sono dei Comuni che scelgono di rimodulare l’illuminazione affinché non si rinunci all’aria natalizia, dall’altro ci sono Comuni che sembrano per nulla interessati all’adozione di politiche apparentemente virtuose ed ecosostenibili.

Abbiamo già evidenziato che una città come Milano, con oltre 135.000 punti luce, potrebbe conseguire un risparmio di oltre 1,2 milioni di euro se scegliesse di applicare e di utilizzare tecnologie di telecontrollo.

Il risparmio aumenterebbe sino a quasi 2 milioni di euro, se si applicasse una piccola riduzione aggiuntiva del 10% all’intensità luminosa delle lampade che eviterebbe, comunque, impatti negativi sulla visibilità e sulla sicurezza della città e dei cittadini.  

Si tratta, oltretutto, di un ritorno sull’investimento caratterizzato da un arco temporale breve, tra i 3 e 5 anni.

Riproponiamo il quesito: che si tratti del Natale o dell’illuminazione stradale, una soluzione drastica come lo spegnimento è davvero l’unica scelta possibile?

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