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L’inquinamento Luminoso

Dic 22, 2020 | Huna-News

Nel nostro post su linkedin dello scorso 15 gennaio, abbiamo parlato di come fosse possibile, meno di cent’anni fa, ammirare uno spettacolo straordinario di migliaia di stelle, semplicemente alzando lo sguardo. Oggi, specialmente nelle aree più urbanizzate, difficilmente possiamo contemplare qualcosa di simile.
Come detto, anche la luce è un veicolo di propagazione dell’inquinamento. Cosa significa in concreto inquinamento luminoso?

L’inquinamento luminoso è definito come “qualunque alterazione della quantità naturale di luce presente di notte nell’ambiente esterno e dovuta ad immissione di luce di cui l’uomo abbia responsabilità”.
La maggior parte delle fonti di luce artificiale outdoor o indoor, ha una forte componente luminosa bianca e blu. Questa tipologia di illuminazione è la responsabile principale nell’alterazione dei nostri ritmi circadiani: nel nostro sistema visivo, infatti, i recettori attraverso cui ci rendiamo conto se l’ambiente è buio o no, sono più stimolati dalla luce blu che da quella a sfondo giallo, in grado invece di favorire maggiormente il riposo degli occhi.
Di conseguenza, è ormai provato che l’inquinamento luminoso abbia impatti negativi sulla salute umana e sugli ecosistemi, riconducibile ad una luminosità eccessiva anche nelle ore notturne, che, come appena anticipato, altera il ciclo naturale della luce e quindi il ritmo circadiano di persone, animali e piante.
Uno degli effetti più importante è relativo alla produzione di melatonina, uno degli ormoni regolatori del nostro orologio biologico interno con anche una funzione antiossidante di inibire l’insorgenza di tumori. Nella produzione di melatonina, ad opera della ghiandola pineale cervello, la luce è determinante, poiché la presenza di luce arresta la secrezione di melatonina. E’ facile quindi intuire che, da un lato, che l’inquinamento luminoso comporta disordini nell’andamento del ritmo circadiano di persone ed animali. Negli esseri umani, rischi ormai concreti sono legati a difficoltà di apprendimento, di ricordare, di mantenere l’attenzione, fino a vere e proprie patologie come diabete, depressione e malattie cardiovascolari, e tumori. Uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’inquinamento luminoso, infatti, ha evidenziato un’incidenza di tumore al seno più alta nelle donne impegnate nel turno di notte, mentre i maschi sarebbero a rischio cancro alla prostata.
Nel video, un timelapse dell’Europa Centrale tratto dall’Agenzia Spaziale Europea, è evidente la grande quantità di luce visibile anche dallo spazio.

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